Polonord Adeste Srl
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Polonord Adeste Srl opera per rendere largamente e velocemente disponibili dispositivi medici e dispositivi di protezione eccellenti e convenienti per aumentare la propria sicurezza e conoscere il proprio stato.
The SP-10 male fertility rapid test cassette (sperm) is an immuno-chromatographic assay for the qualitative detection of the acrosomal protein SP-10, which is found in human semen spermatozoa.
The SP-10 male fertility rapid test (sperm) is useful for estimating the concentration of spermatozoa in human semen, as it determines whether it is less than or greater than 15 million/mL. Determining the concentration of spermatozoa can be used to support the diagnosis of male infertility, monitor the effects of male infertility treatment, and provide guidance to eligible couples regarding reproduction planning.
Sperm concentration is one of the main indicators used by doctors in the diagnosis of male infertility. There are many reasons why a man may be sterile and therefore unable to fertilize the female egg in the reproduction process. One of the most common reasons is abnormally low production of vital sperm cells. Other reasons may include excessive production of inactive, weak, or deformed sperm cells, high levels of other cells in the sperm that interfere with fertilization, or other physiological factors. Various medical or physical conditions can also interfere with normal sperm production, including high stress, sudden changes in diet, recent high fever, or illness contracted in the two months prior to the test.
Performing this test as a first screening for evaluating the causes of infertility is useful in determining whether sperm production is abnormally low. It is estimated that 15% of couples have fertility problems, which are defined as the inability to become pregnant after one year of unprotected and well-timed sexual intercourse. Furthermore, in 40% of couples with fertility problems, the main cause is male infertility. Since low sperm count is one of the main causes of male infertility, an important first step for the couple in determining the causes of infertility is to undergo a test to determine the number of sperm. The SP-10 male fertilitybrapid test detects the acrosomal protein SP-10 present in sperm cells. Since the SP-10 protein is a specific protein of male germ cells, it cannot be found in other cells. Therefore, this test is highly specific for sperm cells and is used to estimate the concentration of sperm in semen as an aid in determining the causes of infertility. The SP-10 male fertility rapid test detects the SP-10 protein and gives a positive result when the sperm concentration in semen is greater than 15 million/mL, which represents the internationally accepted level as the minimum level of sperm for normal fertility.
Dal 21 gennaio 2020 tutta la popolazione locale della GBA si è sostanzialmente autoimposta in quarantena in casa, ha limitato le uscite all’approvvigionamento dei viveri, ha indossato mascherine protettive all’aperto, ha utilizzato frequentemente disinfettante sulle mani e sulle superfici. Dall’inizio del contagio da COVID-19 abbiamo quindi vissuto in prima linea il problema nelle fabbriche dove produciamo con la produzione ferma per quasi un mese. Per riaprire, nelle prime settimane di febbraio è stato necessario superare gli audit dove si dimostrava di avere messo in esecuzioni procedure volte a contrastare il contagio quali misurazione della temperatura ai lavoratori prima di accedere alla fabbrica, una fornitura di due mascherine al giorno per lavoratore, utilizzo di disinfettante sui luoghi di lavoro secondo precisi protocolli, distanza minima tra i lavoratori in catena di montaggio che solitamente lavorano gomito a gomito tramite l’utilizzo della sedia vuota, divieto all’uso dei condizionatori, areazione naturale tramite finestre aperte continua. Molte persone che lavoravano nelle fabbriche dove producevamo erano bloccate a Wuhan e nello Hubei in generale.
Quando si è avuto notizia, il 21 febbraio 2020, della diffusione del contagio nella comunità in Italia, nelle zone del sud della Cina, dove produciamo, da un mese nessuno usciva più di casa senza mascherina, tutti adottavano misure di igiene ancora più stringenti rispetto a quelle sopra citate, quali lavarsi spesso le mani possibilmente con gel igienizzanti, disinfettare spesso il cellulare che viene portato in continuazione vicino a bocca e naso ed è generalmente molto sporco soprattutto se ha una cover che non viene mai rimossa e pulita, evitare di prendere ascensori, evitare di lavorare toccando mouse e tastiera di un collega, disinfettare spesso maniglie e pulsanti e servizi igienici.
Pur essendo l’igiene il fattore ritenuto in Cina più importante per la prevenzione, il consenso sull’uso della mascherina anche di tipo semplice in Cina è che serva a tre funzioni:
La prima è evitare di autoinfettarsi portandosi le mani alla bocca o al naso dopo aver toccato una maniglia di una porta, un interruttore, un oggetto qualunque che è stato toccato da una persona infetta. Mettersi le mani in bocca o nel naso è un gesto che viene compiuto molto spesso nel corso di una giornata, tante volte inconsciamente, la mascherina davanti a naso e bocca impedisce di farlo,La seconda è che anche una mascherina di semplice fattura come quelle che si possono autocostruire con un fazzolettino da naso di carta, qualche strappo di rotolone, elastici e scotch fornisca una barriera contro le emissioni dei droplets (a volte volgarmente detti “sputazzi”), barriera che gli scienziati dell’università di Shenzhen Hong Kong hanno stimato dell’ordine almeno dell’80%, cioè la mascherina di base protegge non solo noi ma anche gli altri in caso noi siamo asintomatici. Quando il virus è diffuso nella comunità non si può sapere se la persona che fa la spesa ed è in fila con noi vicino alla cassa sia infetto, non lo sa neanche lui, l’utilizzo obbligatorio delle mascherine per tutti in Cina serve a questo.La terza è che incoraggi il distanziamento sociale, il famoso metro o due metri di distanza da tenere per precauzione.Dal 24 febbraio 2020 abbiamo quindi applicato nella nostra fabbrica in Italia le stesse procedure che applicavamo in Cina. Ad esempio a tutto il personale abbiamo chiesto di indossare mascherine protettive di base che, non essendo reperibili, fabbricavamo internamente seguendo le linee guida degli scienziati del laboratorio di test dell’università di Hong Kong. Ogni dipendente la mattina provava la febbre e inviava foto del termometro via whatsapp al suo superiore, dopo ogni porta avevamo messo dei dispenser da shampoo con dentro un disinfettante che avevamo prodotto seguento le linee guida del WHO e curavamo maggiormente la disinfezione degli ambienti. Il 26 febbraio abbiamo comunicato a Confindustria le nostre procedure che sono state pubblicate in forma aggregata sulla loro piattaforma digitale il 27 febbraio 2020.
Le mie figlie vedendomi sempre con queste mascherine mi dicevano: dovreste costruirle! Il mio amico socio Fabio diceva: dovremmo produrle! All’inizio ero recalcitrante. Non è il nostro mestiere pensavo, ci sono tante aziende che sono del settore e sapranno fare bene e in fretta quello che serve. Un mio compagno di scuola del liceo mi ha chiesto: puoi produrre mascherine? E ho pensato noi facciamo elettronica...Finchè Fabio ed io ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: e se non fosse così? E se potessimo dare una mano? Le possiamo fare? Si. E allora forse le dobbiamo fare.L’elettronica si produce in un camere bianche, ambienti sterili ed ha bisogno di tanta manodopera per l’assemblaggio, convertire una produzione non è impossibile.E la produzione di mascherine è nata.
Abbiamo successivamente certificato prodotti in regime emergenziale all’ISS e all’INAIL, aperto il laboratorio interno, stretto collaborazioni con università e centri di ricerca sia per le analisi dei prodotti che trattiamo che per lo sviluppo di nuovi ed abbiamo ottenuto la certificazione aziendale ISO 13485 relativa ai dispositivi medici.
Abbiamo servito e stiamo servendo alcune tra le più importanti istituzioni pubbliche italiane, come ad esempio l’Agenzie delle Dogane o l’arma dei Carabinieri, migliaia di scuole, ospedali, enti pubblici, forze dell’ordine, decine di migliaia di privati.
A fine 2020 è iniziata inoltre la produzione di diagnostica Covid-19. Qui il sito dedicato: polonord.it
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